Nominata erede universale dal marito, la Marchesa, nonostante gravi problemi di salute, prosegue la distribuzione della minestra nelle carceri, si intrattiene con le detenute, stabilendo un momento di preghiera comune, e insegna loro il catechismo e l’alfabeto. Denuncia al Governo le umilianti condizioni di vita delle carcerate e ottiene di iniziare un’opera di riabilitazione sociale nel carcere delle “Forzate” (tra Via S. Domenico e via S. Chiara).