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Carlo Tancredi Falletti di
Barolo (1782-1838) e la sua sposa
Giulia Colbert di Maulévrier
(1786-1864) sono una straordinaria coppia di coniugi che, pur
vivendo nell’ambiente dell’alta nobiltà, hanno dedicato la loro
vita al sostegno dei poveri e alla promozione dei più deboli.
Tancredi, ultimo Marchese di
Barolo, ciambellano e conte dell’Impero, sposò Giulia a Parigi
nel 1806 e si trasferì con lei a Torino nel palazzo di famiglia
dopo la Restaurazione sabauda. Sindaco di Torino nel 1826-27 e
consigliere di Stato nel ’29, iniziò la costruzione del Cimitero
Generale (su terreno da lui donato) e si dedicò con la moglie alla
fondazione di scuole e ospedali, ospizi, mense per i poveri,
congregazioni di suore ; coraggioso fu il loro soccorso ai poveri
ammalati durante l’epidemia di colera che colpì Torino nel 1835.
Morì improvvisamente a Chiari il 4 settembre 1838, a 56 anni, in
seguito a una violenta febbre dovuta, probabilmente, a complicazioni
bronco-polmonari.
La Marchesa, «Madre dei
poveri», fedele al suo motto «Gloria a Dio, bene al prossimo,
croce a noi», proseguì la sua opera dando un grande contributo
alla riforma carceraria, alla promozione della donna e alla difesa
della fede cattolica nella Torino risorgimentale. In particolare
fondò il monastero di clausura delle Maddalene, l’Ospedaletto di
Santa Filomena per bambine disabili, ospitò nel suo Palazzo tre
Famiglie di operaie e, nel 1863, finanziò i lavori per la
costruzione della parrocchia di Santa Giulia, in borgo Vanchiglia,
dove è sepolta dal 1899.
La Chiesa ha avviato i
processi di beatificazione dei Marchesi: il processo diocesano
relativo a Giulia di Barolo si è aperto il 21 gennaio 1991, con il
padre cappuccino Paolino Rossi e mons. Renzo Cavallini come
postulatori, e si è chiuso il 4 luglio 1994: dal 13 gennaio 1995 il
procedimento è passato alla Congregazione per le cause dei Santi di
Roma. Per il Marchese di Barolo il processo diocesano, avviato l’8
febbraio 1995, è attualmente in corso presso il Tribunale diocesano
di Torino. |