Palazzo Barolo, benché elencato fra gli edifici monumentali tutelati dallo Stato, non fu risparmiato dal piano di ristrutturazione urbanistica di inizio '900, che prevedeva l'allargamento di via Corte d'Appello. L'ingegnere Giovanni Battista Ferrante soprintese ai lavori, stipulando, il 31 marzo 1906, un contratto per il taglio del Palazzo per la profondità di una stanza. L'Opera trasferì in altri locali le decorazioni della sala e del salotto demoliti, ricevendo 100 mila lire dal Comune, come indennizzo per i lavori svolti.